ERC: Ethereum Request for comments

Scopriamo quali sono e come si differenziano i due principali standard per creare un token su Ethereum: ERC-20 e ERC-721.
Articolo di Matteo D'Andreta


Una grande innovazione di Ethereum, la “Blockchain 2.0” creata da Vitalik Buterin nel 2013, è la possibilità di creare facilmente diverse tipologie di token e permetterne lo scambio sulla rete tramite smart contract. Tali contratti sono sviluppati e gestiti sulla EVM (Ethereum Virtual Machine) che rende possibile utilizzare la forza computazionale della rete. Si può infatti definire la Blockchain di Ethereum come una “distributed computing platform”; tutti i nodi della rete mettono a disposizione la propria potenza computazionale generando un grande “computer virtuale”.

Come vengono remunerati i nodi per aver messo a disposizione tale potenza computazionale ? Attraverso un reward in Ether, la criptovaluta proprietaria di questa Blockchain che non ha quindi una funzione principalmente monetaria (come ad esempio Bitcoin). Grazie all’Evm e agli smart contracts qualsiasi utente può creare le Dapp (decentralized app) e utilizzare al loro interno il token con le caratteristiche che preferisce. Per rendere più semplice e veloce la programmazione di nuovi token vengono utilizzati gli standard ERC (Ethereum Request for comment) approvati dall’Ethereum Commitee.

Questi standard, di cui l’ERC-20 (il numero identificativo della proposta) è il più famoso e utilizzato, sono molto utili poiché vengono utilizzati dall’utente per determinare facilmente la funzione, le prestazioni e l’esecuzione del token. Ci sono alcuni standard realizzati appositamente per favorire determinate funzioni del token, vediamone gli esempi più importanti:

 

ERC-20

Questo standard rappresenta il linguaggio universale utilizzato da tutti i token della rete Ethereum. Per essere utilizzato deve rispettare determinate caratteristiche comuni a tutta la rete che semplificano il lavoro degli smart contract. Il principale vantaggio nell'avere un modello standard condiviso e utilizzato da tutti è che consente l'implementazione di un'API standard per i token all'interno degli smart contracts. I token ERC-20 sono fungibili, ossia non hanno una specifica individualità e sono intercambiabili, nello scambio e nell'uso; sono inoltre utilizzati nella maggior parte dei casi come coin o utility (si veda la classificazione dei token).

La comunità Ethereum ha previsto sei regole obbligatorie e tre opzionali per questo standard:

  • totalSupply: numero totale di token;
  • balanceOf: il numero di token che un indirizzo ha nel proprio account;
  • transfer: consente di trasferire un determinato numero di token dalla fornitura totale un determinato account utente;
  • transferFrom: è la funzione che consente di trasferire i token da un utente all'altro;
  • approve: verifica una transazione rispetto alla fornitura totale di token, impedendo la possibilità che ne siano creati nuovi rispetto al numero iniziale
  • Nome token
  • Simbolo
  • Decimale (divisibilità del token)

La parte obbligatoria, è lo standard comune necessario per poter configurare un token ERC 20. Questi token sono, per ora, i maggiormente utilizzati. Moltissime dapp e altri progetti finanziati tramite ICO hanno infatti per oggetto token creati con tale standard.

 

ERC-721

Un secondo standard fondamentale è l’ERC-721; diverso dall’ERC-20 poiché si parla in questo caso di un’interfaccia per creare Token non fungibili (NFT), ossia univoci e non intercambiabili tra loro. Con questo standard si possono facilmente realizzare token rientranti nella classe di security (e utility con specifiche funzioni).
La struttura è molto simile allo standard precedentemente descritto, tuttavia viene inserito un parametro fondamentale per fornire l’univocità del token: _tokenId .
Es. “function transferFrom(address _from, address _to, uint256 _tokenId) public;”


Uno dei primi utilizzi di questo standard è da attribuire alla dapp Cryptokitties, una delle più popolari applicazioni funzionanti su Ethereum, in cui ad ogni token è associato un crypto-gatto che può essere allevato (fornendogli caratteristiche uniche) e rivenduto sulla rete. Le vendite hanno raggiunto la quota di oltre trenta milioni di dollari.
Non essendoci altri token uguali, ognuno di essi diventa un “oggetto raro” da possedere; si può parlare di una sorta di “collezionismo digitale” che sta coinvolgendo sempre più soggetti. Tuttavia gli NFT possono avere ben altro utilizzo rispetto a quello appena citato, è possibile infatti realizzare una rappresentazione digitale di un diritto reale (ad esempio la proprietà di un immobile) o un oggetto virtuale (i crypto-gatti) associandoli ad unico token. Le conseguenze sono molto rilevanti considerando la possibilità che ogni singolo token raggiunga un valore di mercato, possa essere trasferito nella rete e tracciato lo spostamento (tramite la Blockchain). Immaginiamo ad esempio un catasto online (famoso esempio che si utilizza spesso per descrivere la Blockchain) in cui ad ogni casa è associato in rete un NFT che contiene le caratteristiche riguardanti ad esempio proprietari attuali e precedenti, struttura dell’abitazione e altro. Sarebbe in questo modo possibile in pochi secondi consultare in rete tutte queste informazioni, che ancora oggi sono consultabili soltanto in forma cartacea presso il catasto.

 

CONCLUSIONI

In questo articolo sono stati esposti, considerando le loro differenze, i due principali standard:

- ERC-20, token fungibile e ideale per la creazione di coin
- ERC-721, non fungibile e ideale per la creazione di security o utility

Ve ne sono tuttavia altri con importanti peculiarità, come l’ ERC-223 e 777 (entrambi rappresentano un miglioramento dell’ERC-20 poiché ne risolvono alcune criticità) e nuovi in fase di sviluppo. Parliamo infatti ancora una volta di una tecnologia, la Blockchain, agli albori e nel pieno della sua crescita e diffusione. In un futuro prossimo potrebbero esserci token con funzionalità neanche immaginate ad oggi e che utilizzeremo quotidianamente. Iniziare a comprenderne le potenzialità e il funzionamento diventa quasi un obbligo per farsi trovare pronti quando ciò avverrà e sfruttarne al meglio il loro utilizzo.

 

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